‘Loro’

Lucia aspetta al gate di imbarco numero 2, tra circa mezz’ora si imbarcherà sul volo delle 13:30 diretto ad Istanbul. Mentre aspetta pensa a Lui, l’amore della sua vita, l’amore che stanno perdendo come due scemi.

Pensa a come tante coppie si reggano in piedi senza amarsi in nome di un progetto più grande, dicono loro…per non rimanere soli, dice Lucia. Eppure cosa importa, loro stanno insieme e Lei e Lui no. Lei e Lui, che si amano, rimangono incastrati in stupide incomprensioni che basterebbe una chiacchierata di un’ora senza litigare per uscirne. Lei e Lui rimangono fermi sui concetti che non comprendono mentre ‘Loro’ costruiscono casa, vanno a vivere insieme e fanno figli.

‘Loro’ vogliono le stesse cose dalla vita, Lei e Lui no. Però si amano, e questo non basta mentre a ‘Loro’ sembra bastare molto meno.

Forse senza amore è più facile, forse il tempo che Lei e Lui passano a discutere e sperare di capirsi ‘Loro’ lo passano a consolarsi dopo giornate difficili, a scrollarsi di dosso le lunghe ore di lavoro e a giurarsi che non saranno mai soli. Sarà che la dipendenza è un legame meno nobile ma più forte dell’amore, sarà che a ‘Loro’ delle stupide gelosie non importa niente, o soprattutto sarà che ‘Loro’ sono liberi da quella paura di perdersi che distrugge e spazza via tutto.

‘Loro’ non si vogliono con quella disperazione di chi ama davvero e sopravvivono. ‘Loro’ staranno insieme per sempre e Lei e Lui no, e forse tra un anno si rincontreranno per strada senza avere nulla da dirsi mentre ‘Loro’ staranno costruendo casa, staranno andando a vivere insieme e staranno facendo figli.

L’amore è tutto eppure a Lei e Lui non è bastato. Oramai a Lucia non resta che sperare che Lui sia felice e che si liberi dalle paure che Lei non è stata capace di gestire. Si sono amati e non è bastato a stare insieme, ma ad essere felici, anche se per pochi istanti, quello sì.

Sono stati felici come ‘Loro’ non saranno mai nella vita, e questo non glielo toglierà mai nessuno…per sempre.

 

 

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Un vero peccato:

Sono in autobus, sedute poco più avanti a me ci sono due ragazze più o meno della mia età. Si tengono per mano e si scambiano sguardi innamorati da far arrossire il mondo di invidia. Le guardo più di quanto dovrei, l’amore cattura sempre la mia attenzione.

Una di loro prenota la fermata, stampa un bacio casto e rumoroso sulla bocca dell’altra, si alza e si mette ad aspettare che l’autobus si fermi. È bellissima, una massa di riccioli rossi le ricade lungo la schiena e un vestito di lana nero le disegna il corpo senza lasciar troppo spazio all’immaginazione.

La signora seduta accanto a me mi sussurra all’orecchio: “Che peccato”. Non è la prima volta che sento questa frase associata ad una persona omosessuale, soprattutto se si tratta di una bella ragazza. Mi fermo a riflettere per qualche secondo…Peccato per cosa?

La verità è che ad alcune persone risulta incomprensibile come una ragazza “bella” possa rinunciare a tutti quei privilegi (o presunti tali) che le deriverebbero da questa condizione.

Alcune donne, e nello specifico quelle donne che sanno difendere il patriarcato meglio del peggior maschilista che abbiano mai incontrato, ammirano la bellezza in quanto qualità che ti permette di avere il privilegio di appoggiarti alle spalle sicure di qualcuno che si prenda cura di te.

Quelle stesse donne però non ti perdonano se tu, per motivi esclusivamente tuoi, quel privilegio non lo vuoi. Perché poi “hai il pane ma non hai i denti”, perché rifiuti quello che loro vorrebbero più di ogni altra cosa sminuendo tutti i loro sforzi per ottenerlo in altri modi.

Ancora di più però, non ti perdonano perché le stai tradendo, perchè così alteri “l’ordine delle cose”, se non desideri quello che gli altri vogliono per sé e per te, se non collabori a rendere questa società “come tutti vorrebbero”.

E certo che a volere un uomo che ti ami e ti protegga non c’è nulla di male, anzi, ma non c’è nulla di male anche a non volerlo quell’uomo.

Mentre mi perdo tra questi pensieri mi accorgo che sono quasi arrivata e che non ho degnato la signora accanto a me di una risposta. Le faccio un semplice cenno di disapprovazione, una cosa che più o meno significa “non sono d’accordo ma non voglio parlarne”. Lei allora cerca di buttarla sulla complicità femminile e mi dice: “Oggi è San Valentino, ce l’hai il ragazzo?”.

Ed io: “La ragazza… Ho la ragazza”.

Leggo sul suo volto quello stesso sguardo imbarazzato che ho visto troppe volte, purtroppo soprattutto in persone che nascondono il loro amore…

E quello sì che è un vero peccato

Quelle cose che succedono solo nei sogni:

– Hai presente quelle cose che succedono solo nei sogni?

-Penso di sì…

-Ecco, io voglio farle con te.

-E come si fa a fare quelle cose?

-Con la fiducia. Immagina…Se ti chiedessi di saltare nel vuoto tenendomi per mano e ti promettessi che giù in fondo c’è l’amore più grande della nostra vita…

-Non penso che ti crederei. E se quell’amore non ci fosse?

-Senza buttarti non lo scopriresti mai.

-Buttandomi però potrei farmi un gran male.

-Infatti l’amore fa male. Ma ne vale la pena, fidati di me.

-E se quello che dici fosse sbagliato?

-Se fosse sbagliato avremmo comunque volato per qualche istante nel vuoto e nell’immenso… E avremmo fatto una di quelle cose che succedono solo nei sogni.

 

Questo amore che non abbiamo mai visto:

-Non mi guardi mai negli occhi…

-E tu mi guardi sempre, ed io non so che dire.

-Chi non ti guarda negli occhi o ha paura di mostrare tutto il suo amore, o teme di svelarne l’assenza.

-Tu parli troppo.

-Guardo troppo, parlo troppo, amo troppo…e tu?

-Io ti amo.

-Perché allora non lasci che io veda il tuo amore?

-L’amore è un atto di fede, la fede non ha bisogno di prove.

-Adesso sei tu che parli troppo, fammi vedere il tuo amore e finiamola qui.

E così sono passati gli anni, sempre gli stessi discorsi, sempre nessuna conclusione… io e lei a parlare di questo amore che non abbiamo mai visto. Io e lei vicino al mare a torturarci di parole, sempre insieme, mano nella mano, nonostante l’amore non si sia mai fatto vedere.