Stella:

C’era una volta una famiglia che viveva in un paesino del Sud, vicino al mare, in una casa con le pareti bianche e il tetto rosso come nelle favole.

Il papà vendeva frutta e verdura al mercatino del paese, la mamma aveva una piccola merceria ereditata da suo padre e le due figlie gemelle di 8 anni vivevano un’infanzia spensierata fatta di sole, mare e giochi all’aperto.

La bellezza, intesa come caratteristica fisica, non sfiorava quella famiglia da generazioni e generazioni ma questo non era mai stato un problema per nessuno.

Quando scendevano tutti insieme a mare carichi di borsoni, sdraio e ombrellone a fiorellini sembravano dei giganti. Non erano affatto “grassi” ma pesanti, camminavano ricurvi come se stessero perennemente trasportando un pesante carico ed erano tutt’altro che aggraziati.

Le due bambine, bianche come la neve e con una peluria sotto al naso simile a quella dei maschi pre-adolescenti, appena arrivate in spiaggia si toglievano di fretta i vestiti per poi tuffarsi in acqua al grido di “Bombaaaaa”.

Erano felici e spensierati, avevano bisogno di poco e con poco si sentivano ricchi. Il papà era un uomo buono e paziente e si divertiva a costruire castelli di sabbia con tunnel sotterranei pieni d’acqua per le sue bambine. La mamma poi aggiungeva nastrini e decorazioni a quei castelli che, con un pizzico di fantasia, sembravano racchiudere storie di mondi lontani.

Un bel giorno però, un evento inatteso cambiò per sempre il corso tranquillo dell’allegra famiglia: dopo otto anni, un’altra bambina era in attesa di venire al mondo.

I mesi di gravidanza passarono veloci e tranquilli, la mamma si sentiva ricoperta di attenzioni e di affetto ancor più del solito e tutti attendevano la nuova arrivata come si attende un miracolo. La bimba nacque un giorno di primavera in poco più di due ore, senza dare dolore a sua madre, che invece aveva dato alla luce le gemelline con tanta sofferenza.

La chiamarono Stella perché aveva due occhi verdi luminosissimi che la facevano sembrare una creatura del cielo. Era bellissima, di una bellezza esotica che non si era mai vista prima né in quella famiglia né in nessun’altro luogo del piccolo villaggio. In paese si sparse immediatamente la voce della bellezza della nuova nata e tutti accorsero a vedere quel piccolo miracolo con i propri occhi.

Stella dormiva molto e si lamentava poco ed era così tranquilla che i genitori quasi se ne preoccupavano. Era una bambina silenziosa e passò i primissimi anni della sua vita immersa nell’amore di tutti e circondata dalla bellezza del paesaggio della sua terra.

Stella crebbe taciturna e riservata, a scuola non brillava, si impegnava tanto per raggiungere appena la sufficienza e se ne stava tutto il giorno tranquilla al suo posto. Nonostante lei facesse di tutto per non farsi notare, la sua bellezza inusuale era continuo oggetto di attenzioni e curiosità. Le sorelle la sfoggiavano come un prolungamento di loro stesse, come se anche loro potessero beneficiare di riflesso della sua bellezza e Stella le lasciava fare in silenzio.

Più cresceva e più si chiudeva in se stessa. Era bravissima a disegnare, un talento che fu presto notato in paese, tanto che cominiciarono a vendere delle sue piccole opere presso una bottega vicino al carretto di suo padre. Stella disegnava per ore, in silenzio, non aveva molti amici nonostante i genitori e le sorelle la spingessero a socializzare e a stare in mezzo agli altri. Stella aveva un mondo interiore complesso ed articolato e mettersi in ascolto con quell’universo dentro di sé toglieva spazio a tutto il resto. Inoltre, le continue attenzioni della gente le incutevano una certa ansia.

C’era un ragazzino però, il figlio del pescatore, che non faceva altro che guardarla mentre lei dipigeva sulla spiaggia, e a Stella quel tipo di attenzione non dava fastidio, forse perché era un tipo di attenzione che poteva capire, di quel tipo che lei riservava ai paesaggi e alle creature che disegnava.

Un giorno il ragazzino si fece coraggio, si avvicinò a lei e le regalò un fiorellino azzurro che aveva colto in cima alla collina. Stella, che non aveva mai imparato a rapportarsi alla gente, lo guardò e lo distrusse chiudendolo nel suo pugno e facendo scoppiare in lacrime il suo ammiratore.

Il giorno dopo fu lei ad avvicinare il piccolo pescatore e a regalargli un bellissimo disegno del fiorellino che aveva ricevuto il giorno prima.

-L’ho rotto perchè oramai lo ricordavo bene e potevo disegnarlo.

Lui le sorrise, per lei le cose, tutte le cose, esistevano per essere raffigurate, quasi come se non avessero senso per lei se non una volta messe su carta.

Si instaurò un’amicizia speciale tra lei ed il piccolo pescatore, che non era di molte parole ma conosceva bene in linguaggio della bellezza, proprio come lei. Passavano le ore a guardare il mare, lei a disegnare e lui a raccontarle di cose come l’odore delle onde e i riflessi del sole sull’acqua.

Un giorno di maggio però, un misterioso evento sconvolse il piccolo villaggio. Un pomeriggio come tutti gli altri Stella non si recò in spiaggia a dipingere e a chiacchierare col piccolo pescatore. La cercarono tutti in lungo e in largo ma non ci fu nulla da fare.

Sparita nel nulla, senza lasciar traccia, svanita nel suo amato silenzio.

L’ultimo foglio del suo quaderno di disegni raffigurava una stella azzurra che sovrastava un mare dorato al posto del sole. Il cielo ed il mare erano lo sfondo di quei suoi pensieri senza voce e della sua amicizia con il piccolo pescatore, che era profonda e tenera come il mare d’estate.

Nessuno parlò più di Stella, il dolore per la sua perdita era troppo forte e ammutolì per sempre sia i suoi genitori che gli altri abitanti del villaggio.

Solo il piccolo pescatore continuò a tenere viva la memoria della sua Stella raccontando la sua storia ai bambini del villaggio per tutto il resto della sua vita, e fu così che la storia di Stella divenne una favola popolare dai contorni mitologici.

In pochi anni, ci fu sempre nel villaggio chi giurava di vedere una stella azzurra in cielo il primo maggio di ogni anno, o chi raccontava di aver sognato una bambina con gli occhi verdi e la pelle abbronzata che portava notizie dall’aldilà. Notizie di cari defunti, previsioni di un futuro migliore e sogni tranquilli.

Stella era il miracolo del primo incontro con la bellezza, del primo amore di un ragazzino che amava il mare, era l’incontro di un’intera comunità con uno splendore inspiegabile. Stella era la bellezza del silenzio che si esprime attraverso l’arte, attraverso i disegni sorprendenti di una bambina che guardava il mare con gli occhi dell’amore.

Nessuno sa ad oggi se Stella sia mai davvero esistita, eppure lasciarsi trascinare dalla sua storia leggendaria è quasi un riflesso naturale per un popolo che ogni giorno si riempie gli occhi dell’azzurro del mare e della sua bellezza senza parole.