La sottile differenza tra una scusa e un motivo:

Mica tanto sottile, direte voi. I due concetti in realtà sono per definizione molto diversi tra loro. Ad esempio, se mi sveglio tardi un lunedì mattina, arrivo ben oltre l’orario di inizio a lavoro e do la colpa al traffico, quella del traffico è chiaramente una scusa, mentre l’essermi svegliata tardi è il motivo reale del ritardo. Tutto chiaro no?

Eppure ci sono delle circostanze in cui il confine tra i due concetti si fa più sottile.  Ad esempio, se torno a casa molto stanca da lavoro, ho avuto una giornata difficile, magari il mio manager ha avuto da ridire su di me o semplicemente sono esausta e non mi va di lavare i piatti o di rassettare la cucina… La stanchezza è una scusa per non aver pulito o è il motivo per il quale non l’ho fatto?

Non credo esista una risposta oggettiva a questa domanda, ma diffido da chi, in situazioni simili, vede solo scuse, da chi si attiene solo ai fatti, a quello che non è stato fatto e non si ferma un attimo a cercare di capire i motivi di uno sbaglio o di una mancanza. Spesso, quelle che vengono etichettate come “scuse”, sono non solo le ragioni reali di certi comportamenti, ma anche e soprattutto richieste di aiuto o semplicemente di comprensione che non vanno ignorate.

Ciò non significa che una persona vada incoraggiata a trincerarsi dietro una scusa per non affrontare le piccole e grandi sfide della vita quotidiana, semplicemente se la parola “scusa” si spogliasse della connotazione negativa e densa di giudizi che porta con sé si potrebbe trasformare in “motivo” e fare anche meno “paura” quando deve essere affrontata e superata.

A volte, è “solo” una questione di parole.

Per concludere, la voglia che una persona ha di comprendere la nostra umanità, le nostre imperfezioni, la volontà di indagare più a fondo davanti ad un’apparente scusa è un’efficace unità di misura dell’amore nonché una grande mano tesa di fronte ad eventuali problemi e difficoltà.

Forse la differenza tra chi ci ama e gli altri sta proprio lì, nella capacità di valicare il confine tra una scusa ed un motivo.

Liebster Award:

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Il Liebster Award è un concorso che dà la possibilità di conoscere nuovi blog e scoprire nuove storie. Prima di tutto ringrazio i due blogger che mi hanno nominata, Claudia(https://claudiabrugna.com/2017/03/25/di-leibster-award/ ) e  Baltico (https://balticohub.com/2017/03/14/liebster-award-2017/#more-1643).

Di seguito trovate il regolamento del conocorso, le risposte alle domande che mi sono state poste dai blogger che mi hanno nominata, le mie domande ai blogger che ho nominato e la lista dei blogger da me nominati.

Regolamento:

  1. Pubblicare il logo del Liebster Award sul proprio blog
  2. Ringraziare il blogger che ti ha nominato e seguirlo
  3. Rispondere alle sue 11 domande
  4. Nominare a tua volta altri 11 blogger con meno di 200 followers
  5. Formulare altre 11 domande per i blogger nominati
  6. Informare i blogger della nomination

Risposte alle domande di Claudia (Diseriezero):

  1. La citazione che ti rappresenta? Amare. È come accettare di farsi scorticare sapendo che in qualunque momento l’altra persona può andarsene via con la tua pelle. Susan Sontag
  2. Futuro o passato? (escludendo il presente) Futuro
  3. Essere o avere? Essere, quello non può togliermelo nessuno
  4. I tre colori che preferisci? Rosso, arancione, giallo
  5. Biro blu o biro nera? Blu
  6. Rosso BIC o rosso STAEDLER? Staedler
  7. In quale animale ti identifichi? (compresi quelli estinti) Un topolino
  8. Se fossi un soprammobile,quale saresti in questo periodo della tua vita? (io una boule de neige) Un lumetto da comodino
  9. Bicicletta o corsa? Corsa
  10. Sogni o sei desto? Sogno
  11. Che domanda mi faresti?  Ti rigiro quella sulla citazione 😉

Risposte alle domande di Balticohub:

  1. Avete un libro che tornate a leggere e a rileggere? Sì. La Signora Dalloway di Virginia Woolf
  2. C’è un personaggio letterario nel quale vi siete a volte identificati? Peter de “La Signora Dalloway”
  3. Alba o tramonto? Alba
  4. C’è un libro o film di cui avete desiderato fortissimamente cambiare il finale? No
  5. Il fotografo, l’illustratore o l’artista che vi ha rubato il cuore. Louise Bourgeois
  6. Il decennio del novecento che amate di più. Anni ’60
  7. C’è un personaggio storico al quale vi sentite affini? Mary Wollstonecraft
  8. Il viaggio che sognate di fare. Giappone
  9. La favola che amavate di più da bambini. Hansel e Gretel
  10. I gusti del vostro cono gelato perfetto. Cioccolato e banana (non insieme ahaha)
  11. Il vostro luogo del cuore nella vostra città. Sugli scogli sotto al Castel dell’Ovo (Napoli)

Le mie domande:

  1. Qual è un tuo sogno ricorrente?
  2. E quello ad occhi aperti?
  3. Credi nella possibilità che l’amore possa durare per sempre?
  4. Qual è stato il momento più felice della tua vita?
  5. Libro preferito
  6. Canzone preferita
  7. Serie tv preferita
  8. Il viaggio dei sogni
  9. La soddisfazione più grande della tua vita
  10. Quanto conta per te la differenza di età in amore?
  11. Cos’è l’amore?

I blog nominati da me:

  1. https://natipervivereblog.com/
  2. https://wwayne.wordpress.com/
  3. https://quattrochiacchieresul.blog/
  4. https://susabiblog.wordpress.com/
  5. https://calabrialanostracultura.net/
  6. https://secondastella72.com/
  7. https://yashalblog.wordpress.com/
  8. https://gecolife.com/
  9. https://corsidiscritturacreativa.com/
  10. https://thelastwaltzunderthemoonlight.wordpress.com/
  11. https://giorgianabratu.it/

Senza parole:

Voglio fare l’amore con te, in piedi, prima di uscire, contro il muro ed il tempo perché questo desiderio non può aspettare, perché se il mio cuore non viene coinvolto il corpo non risponde e viceversa… e solo tu chiami entrambi per nome.

Ti voglio adesso perché con te non ho paura di quello spazio temporale che chiamano “per sempre” e che nessuno sa quanto duri realmente.

Ti voglio perché mi piace inseguire il tuo respiro con le dita e farti sciogliere il cuore così che lo possa toccare, così che ti possa amare come piace a te, senza parole.

‘Loro’

Lucia aspetta al gate di imbarco numero 2, tra circa mezz’ora si imbarcherà sul volo delle 13:30 diretto ad Istanbul. Mentre aspetta pensa a Lui, l’amore della sua vita, l’amore che stanno perdendo come due scemi.

Pensa a come tante coppie si reggano in piedi senza amarsi in nome di un progetto più grande, dicono loro…per non rimanere soli, dice Lucia. Eppure cosa importa, loro stanno insieme e Lei e Lui no. Lei e Lui, che si amano, rimangono incastrati in stupide incomprensioni che basterebbe una chiacchierata di un’ora senza litigare per uscirne. Lei e Lui rimangono fermi sui concetti che non comprendono mentre ‘Loro’ costruiscono casa, vanno a vivere insieme e fanno figli.

‘Loro’ vogliono le stesse cose dalla vita, Lei e Lui no. Però si amano, e questo non basta mentre a ‘Loro’ sembra bastare molto meno.

Forse senza amore è più facile, forse il tempo che Lei e Lui passano a discutere e sperare di capirsi ‘Loro’ lo passano a consolarsi dopo giornate difficili, a scrollarsi di dosso le lunghe ore di lavoro e a giurarsi che non saranno mai soli. Sarà che la dipendenza è un legame meno nobile ma più forte dell’amore, sarà che a ‘Loro’ delle stupide gelosie non importa niente, o soprattutto sarà che ‘Loro’ sono liberi da quella paura di perdersi che distrugge e spazza via tutto.

‘Loro’ non si vogliono con quella disperazione di chi ama davvero e sopravvivono. ‘Loro’ staranno insieme per sempre e Lei e Lui no, e forse tra un anno si rincontreranno per strada senza avere nulla da dirsi mentre ‘Loro’ staranno costruendo casa, staranno andando a vivere insieme e staranno facendo figli.

L’amore è tutto eppure a Lei e Lui non è bastato. Oramai a Lucia non resta che sperare che Lui sia felice e che si liberi dalle paure che Lei non è stata capace di gestire. Si sono amati e non è bastato a stare insieme, ma ad essere felici, anche se per pochi istanti, quello sì.

Sono stati felici come ‘Loro’ non saranno mai nella vita, e questo non glielo toglierà mai nessuno…per sempre.

 

 

Un vero peccato:

Sono in autobus, sedute poco più avanti a me ci sono due ragazze più o meno della mia età. Si tengono per mano e si scambiano sguardi innamorati da far arrossire il mondo di invidia. Le guardo più di quanto dovrei, l’amore cattura sempre la mia attenzione.

Una di loro prenota la fermata, stampa un bacio casto e rumoroso sulla bocca dell’altra, si alza e si mette ad aspettare che l’autobus si fermi. È bellissima, una massa di riccioli rossi le ricade lungo la schiena e un vestito di lana nero le disegna il corpo senza lasciar troppo spazio all’immaginazione.

La signora seduta accanto a me mi sussurra all’orecchio: “Che peccato”. Non è la prima volta che sento questa frase associata ad una persona omosessuale, soprattutto se si tratta di una bella ragazza. Mi fermo a riflettere per qualche secondo…Peccato per cosa?

La verità è che ad alcune persone risulta incomprensibile come una ragazza “bella” possa rinunciare a tutti quei privilegi (o presunti tali) che le deriverebbero da questa condizione.

Alcune donne, e nello specifico quelle donne che sanno difendere il patriarcato meglio del peggior maschilista che abbiano mai incontrato, ammirano la bellezza in quanto qualità che ti permette di avere il privilegio di appoggiarti alle spalle sicure di qualcuno che si prenda cura di te.

Quelle stesse donne però non ti perdonano se tu, per motivi esclusivamente tuoi, quel privilegio non lo vuoi. Perché poi “hai il pane ma non hai i denti”, perché rifiuti quello che loro vorrebbero più di ogni altra cosa sminuendo tutti i loro sforzi per ottenerlo in altri modi.

Ancora di più però, non ti perdonano perché le stai tradendo, perchè così alteri “l’ordine delle cose”, se non desideri quello che gli altri vogliono per sé e per te, se non collabori a rendere questa società “come tutti vorrebbero”.

E certo che a volere un uomo che ti ami e ti protegga non c’è nulla di male, anzi, ma non c’è nulla di male anche a non volerlo quell’uomo.

Mentre mi perdo tra questi pensieri mi accorgo che sono quasi arrivata e che non ho degnato la signora accanto a me di una risposta. Le faccio un semplice cenno di disapprovazione, una cosa che più o meno significa “non sono d’accordo ma non voglio parlarne”. Lei allora cerca di buttarla sulla complicità femminile e mi dice: “Oggi è San Valentino, ce l’hai il ragazzo?”.

Ed io: “La ragazza… Ho la ragazza”.

Leggo sul suo volto quello stesso sguardo imbarazzato che ho visto troppe volte, purtroppo soprattutto in persone che nascondono il loro amore…

E quello sì che è un vero peccato

Quelle cose che succedono solo nei sogni:

– Hai presente quelle cose che succedono solo nei sogni?

-Penso di sì…

-Ecco, io voglio farle con te.

-E come si fa a fare quelle cose?

-Con la fiducia. Immagina…Se ti chiedessi di saltare nel vuoto tenendomi per mano e ti promettessi che giù in fondo c’è l’amore più grande della nostra vita…

-Non penso che ti crederei. E se quell’amore non ci fosse?

-Senza buttarti non lo scopriresti mai.

-Buttandomi però potrei farmi un gran male.

-Infatti l’amore fa male. Ma ne vale la pena, fidati di me.

-E se quello che dici fosse sbagliato?

-Se fosse sbagliato avremmo comunque volato per qualche istante nel vuoto e nell’immenso… E avremmo fatto una di quelle cose che succedono solo nei sogni.

 

Questo amore che non abbiamo mai visto:

-Non mi guardi mai negli occhi…

-E tu mi guardi sempre, ed io non so che dire.

-Chi non ti guarda negli occhi o ha paura di mostrare tutto il suo amore, o teme di svelarne l’assenza.

-Tu parli troppo.

-Guardo troppo, parlo troppo, amo troppo…e tu?

-Io ti amo.

-Perché allora non lasci che io veda il tuo amore?

-L’amore è un atto di fede, la fede non ha bisogno di prove.

-Adesso sei tu che parli troppo, fammi vedere il tuo amore e finiamola qui.

E così sono passati gli anni, sempre gli stessi discorsi, sempre nessuna conclusione… io e lei a parlare di questo amore che non abbiamo mai visto. Io e lei vicino al mare a torturarci di parole, sempre insieme, mano nella mano, nonostante l’amore non si sia mai fatto vedere.