Una riflessione su corpo e spirito

Oggi sento il bisogno di condividere con voi una riflessione, o forse un grido di rabbia, o semplicemente un “NO” urlato in faccia alla retorica della forza e dell’invincibilità che sta lentamente mangiando il cervello della gente, sempre di più, senza pudore.

L’ideale di una forma fisica che diventa specchio di un’ineccepibile forma interiore…Ma come si può pretendere che qualcosa di così immateriale come lo spirito possa plasmarsi con rigore fino a rendersi immutabile?

Il mondo ci vuole come delle statue, sculture senza difetti che si stagliano immobili, con un’aria vincente e sempre uguale. Si pretende che la forma fisica rimanga inalterata mentre la vita opera su di noi, magari scalfendoci, facendoci cadere. Perché quelle cadute, quelle crepe non devono assolutamente vedersi, devono essere nascoste sotto strati di dura perfezione, di muscoli, di spigoli.

In un mondo che non dà spazio alla morbidezza dello spirito ci vogliono corpi solidi in cui nascondersi. Maschere di carne, gabbie dorate.