L’anima e il corpo

Qualche anno fa un prete mi disse che avvertiva in me una forte energia ma anche la presenza di un “blocco”. Mi invitò ad andare in parrocchia a parlare con lui nei giorni successivi. Inutile dirlo, non ci andai, ma quelle parole mi sono tornate in mente spesso.

Ho sempre provato un certo timore reverenziale verso i rappresentanti della chiesa. Probabilmente, nonostante abbia studiato e mi sia “evoluta”, una sentenza del genere emessa da labbra ecclesiastiche evocava in me immagini di possessioni demoniache e scherzi dell’aldilà di quelli che popolavano i discorsi di mia nonna e di mia madre. Perchè diciamoci la verità, l’autorità di scienza e cultura non è nulla di fronte a quella di mamma e nonna quando hai dieci anni.Certe cose si sedimentano nell’inconscio e, che tu ci creda o meno, tornano a galla e forse addirittura hanno un’influenza sulla tua vita.

Tornando a Don Antonio, il prete di cui sopra, molto probabilmente intendeva qualcosa di molto meno inquietante degli scenari che la mia mente cominciò a partorire, ma le sue parole alludevano a qualcosa che mi appartiene profondamente.

Si può mai sradicare un “blocco” se questo fa parte di te come il colore dei tuoi capelli, la forma del tuo viso, il timbro della tua voce? Io credo di portarmi dentro una barriera che trattiene l’energia devastante e disperata di un corpo che si è confuso con l’anima al momento della mia nascita e forse anche prima e che ama e sente in un modo proibito, sconveniente, infantile nel suo non permettere a nulla di insegnargli ciò che già sa istintivamente.

A.

Il desiderio è una bolla piena d’acqua calda. Lo senti rompersi tra le viscere come se fossero proprio loro a disfarsi, torcersi e sciogliersi.

 A. cammina in punta di piedi per mantenere la sua bolla intatta. La mattina si alza di buon’ora e fa una colazione sana e abbondante. Porridge con bacche dell’eterna giovinezza e antiossidanti in polvere , l’elisir consigliato da una delle tante riviste sulla salute. A volte quando è appena sveglia le sembra di sentire addosso gli sguardi delle ragazze sulle copertine. La sensazione passa dopo la doccia, il copriocchiaie, i leggings neri e il sorriso finto con cui si prepara ad affrontare il mondo. A. vuole essere desiderabile e desiderata ma non vuol desiderare. Crede sia facile distogliere lo sguardo e i pensieri quando la bolla si muove. Non ha ancora capito che il gioco si fa duro quando chi la fa tremare la desidera a sua volta.

S. la guarda e pensa che se la toccasse la romperebbe. Pensa a come sarebbe bello scompigliarle l’acconciatura costruita, sporcarsi le labbra del suo rossetto e le dita dell’acqua che custodisce dentro di sé. A. cammina in punta di piedi con lo sguardo fisso in avanti e crede che questo possa aiutarla a non sentire. Nell’aria che respira l’essere umano seppellito tra strati di  atteggiamenti e vestiti sente l’odore del desiderio di S. La bolla vacilla, improvvisamente si muove come un oggetto minuscolo su una nave in tempesta.

Il corpo conosce cose che gli occhi e la mente non vedono e non sanno. Il corpo accoglie gli odori, riconosce i pensieri degli altri e, invece di tradurli in parole, li trasforma in scariche elettriche che sembrano scuotere il mondo. A. sa bene che S. romperà la sua bolla. Nella solitudine della sua camera da letto dopo aver sperato di incontrarla per poi girare la testa dall’altra parte.

Tra lenzuola fresche inondate dal calore di un fiume in piena caldo come l’amore.