Anna

Appena entrata in ufficio ho subito capito che si trattava di una persona speciale. Anna è una signora maltese, è esile e anche la sua voce ha qualcosa di leggero, quasi parlasse in punta di piedi. Non si trucca ma i suoi occhi verdi sanno essere comunque intensi, veste in modo semplice e pratico ma la sua figura ha una eleganza istintiva.

Per lei dovevo inoltrare la pratica di pensione di reversibilità. Ha spiegato che suo marito era morto una settimana prima. La sua voce è rimasta calma, dolce e ferma e io ho avuto la sensazione  che quella morte fosse un appuntamento in agenda da tempo, cui si era preparata.

Le ho chiesto alcuni documenti e Anna ha estratto dalla grande borsa un paio di raccoglitori dove ogni foglio era perfettamente archiviato e separato per data e tipologia. Quando le ho manifestato la mia ammirazione ha sorriso leggermente e ha spiegato che suo marito era l’autore di tanto ordine, era stato ordinato tutta la vita e le aveva lasciato istruzioni per muoversi in quegli archivi; mi ha sottoposto una busta con all’interno una domanda di reversibilità già pronta: lui l’aveva preparata poco prima di morire perché non si trovasse in difficoltà con la burocrazia. Nel dirmi questo ho notato un’inflessione di dolcezza nella voce e nel sorriso, ha parlato di lui come se fosse seduto accanto a lei e io ho avuto la certezza che lo fosse.

Di lui ho visto una foto su una carta d’identità, era un architetto, è nato in Libia e ha vissuto a Roma, dove si sono conosciuti. Anna a Roma insegnava e traduceva dall’italiano all’inglese.  Entrambi erano poliglotti e abituati ad attraversare frontiere per il loro lavoro, due spiriti simili.

Si erano incontrati una prima volta quando erano molto giovani poi gli eventi e il loro attraversare frontiere li ha allontanati; si sono ritrovati dopo molti anni, entrambi avevano alle spalle due matrimoni finiti, amarezza e anche la volontà di ricominciare. Ho avuto la conferma che gli spiriti si parlano a distanza di tempo e di spazio e sanno chiamarsi, e sanno ritrovarsi. Noi nemmeno ce ne accorgiamo, ci giriamo e l’altro è lì, in quel momento sappiamo che c’è sempre stato.

Già avanti negli anni hanno saputo prendersi la mano, inventarsi un sentimento profondo, esprimere la vita con altri, i dolori, le speranze, essere l’uno la casa dell’altro nel loro muoversi in terre straniere. Dopo anni si sono sposati una mattina di gennaio e ho pensato “ma chi si sposa a gennaio?”. Sono certa fosse il suo regalo per il futuro di lei, voleva essere certo che potesse continuare la sua vita oltre lui senza problemi economici. Non ho dubbi che sia stata una cerimonia simile a loro, discreta ed elegante.

Avrei voluto mi raccontasse ancora ma una persona aspettava il suo turno e Anna si è alzata dando fine a quella magia che sempre si accende quando si racconta di chi si ama.

L’ho accompagnata alla porta e le ho stretto la mano con calore. Nel vederla allontanarsi mi sono accorta che avevo dimenticato di chiederle in quale lingua hanno condiviso il loro amore.

Marisa.

Un grazie speciale a Marisa per aver condiviso questa bellissima storia sul mio blog…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...